E per tetto un cielo di stelle: Venezia – New York

Il cielo grigio di New York

Sto scrivendo questo articolo dalla mia camera d’albergo a New York sulla Park Avevue, davanti a me c’è l’edificio dove si svolgono le trasmissioni del canale Bloomberg News o meglio c’è quasi tutto l’ edificio, tranne gli ultimi piani, perché quando fuori piove e le nuvole sono basse a New York non c’è il cielo e i grattacieli sembrano tagliati a metà.

Nessuno ve lo dirà, ma lo scoprirete da soli che quando piove copiosamente ( e succede molto spesso) a New York, il cielo sparisce completamente.

Guardando fuori riflettevo sui cieli, su quelli che vediamo sopra di noi, su quelli dipinti e mi è venuto in mente il titolo di un film italiano degli anni Sessanta, del genere ‘spaghetti-western ‘”E per tetto un cielo di stelle”. Si trattava di un film con Giuliano Gemma e la bella colonna sonora di Ennio Morriconi. Il tetto di stelle si riferiva a quello che il protagonista, un vagabondo che dormiva per strada aveva sopra di sé. Vale a dire che dormiva ‘A la belle ètoile’ come si direbbe in francese.

Cieli dipinti e dintorni

Il cielo stellato, V. Van Gogh, Moma, New York

Al Moma ( Modern Art Museum) di New York ci sono due sale in cui i turisti si affastellano attorno ai quadri a fare fotografie: quella con ” Il cielo stellato” di Van Gogh, e la sala con le evanescenti “Ninfee” di Claude Monet. Il “Cielo stellato” di Van Gogh è oggettivamente un quadro che colpisce, ma accanto c’è un altro incredibile dipinto del pittore olandese e nella stessa sala si trovano alcuni tra i più bei quadri di Cezanne, di Claude Seurat e, più avanti, la violenza accesa dei fauves, nella sala dopo, si trova la nascita del cubismo e “Le demoiselle d’Avignon ” di Picasso. Si tratta di capolavori fondanti della pittura moderna, ma tutto questo sembra quasi passare inosservato.

Forse una buona guida aiuterebbe a scoprire le opere, ma si tratta ovviamente di una osservazione dovuta ad una mia deformazione professionale…

Il museo ospita il passaggio dalla pittura europea dell’Ottocento al Novecento. E’ come se questo ‘passaggio’ fosse una cosa tangibile e l’arte eruopea fosse stata trasportata in blocco dall’Europa agli Stati Uniti. L’ala Barr del museo, dedicata allo storico direttore del Moma Alfred H. Barr (1902-1981), è un monumento a questo passaggio. L’ arte europea conquistò l’ America e poi di ritorno l’arte (e la cultura) Americana conquistarono l’Europa nel Ventesimo secolo: scambi e ritorni.

Pietà, G. Bellini, Gallerie dell’Accademia, Venezia

Quanti cieli davanti a noi?

Il cielo dei maestri veneziani e i restauri

Per ragioni di studio e di lavoro o semplicemente perchè mi piace, mi capita di passare ore davanti ai quadri dei maestri veneziani (quelli più conosciuti e quelli meno conosciuti). Molti cieli cinquecenteschi di questi pittori sono cristallini e trasparenti e sullo sfondo si vedono le Dolomiti. Qualche volta vi si trovano le colline o la campagna veneta oppure ci sono i cieli oscuri e appena percepibile dei maestri tenebrosi del Seicento o dei pittori tintoretteschi, mentre invece sono tersi e irreali quelli che fanno da sfondo alle scene mitologiche di molta pittura settecentesca (e non solo italiana).

Quando terminò il decennale restauro finanziato da Save Venice nella chiesa di San Sebastiano a Venezia fummo disorientati scoprendo che avevamo ‘perso’ il cielo azzurro di Paolo Veronese. Dietro la rappresentazione con il ‘Trionfo di Mardocheo’ del maestro veneziano, sul soffitto della chiesa non c’era più il cielo azzurro che credevamo di Veronese, ma una mancanza grigia che il restauro aveva riportato alla luce.

La verità è che spesso noi osserviamo quadri oppure sculture e per tutta la vita le abbiamo viste così, ma stiamo osservando restauri invasivi che avevano ricostruito parti perdute dell’ opera d’arte e, quando questo restauro innovativo è documentato o le analisi lo rilevino, ci si trova davanti alla decisione se ripristinare il manufatto al suo stato precedente o lasciarlo così e quasi sempre oggi si tende a recuperare l’opera originale, pur in assenza di una unità di visione d’ insieme. L’alternativa è cercare di creare una visione d’insieme, ma distinguendo la parte originale da quella restaurata.

Tutte queste divagazioni

Tutte queste divagazioni sui cieli, perché stavo pensando a quello di Venezia, che è azzurro anche quando piove, o almeno a me sembra sempre azzurro, ma questo lo scoprirete solo quando sarete a Venezia. Alla fine dopo la pioggia è arrivato il cielo azzurro anche a New York come vedete nelle foto.

New York, Marzo 2024

Fiorella Pagotto

ps. Per i giovani o chiunque volesse avvicinarsi alla teoria del restauro, senza addentrarsi in troppi tecnicismi, ma in maniera semplice consiglio il sempreverde Cesare Brandi ‘Teoria del restauro’, (ed. Einaudi). E’ un pò datato, ma lo amerete (almeno io lo ho amato) dalla prima pagina.

www.veniceartguide.it

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